un discorso a parte va fatto per questi grafiti di Dendera (Egitto) dove ci viene mostrata una enorme lampada funzionante a gas rarefatto con tanto di scintilla all'interno, un bel filo elettrico che sporge a sinistra, mentre a destra si nota l'altro elettrodo sostenuto da un isolante tipo zed. Sempre sulla destra un uomo agita dei coltelli (si nota male, ma fidatevi che è così) che indicano pericolo, probabilmente di beccarsi una bella scossa.
Il “Papiro Tulli” che narra dell’incontro del faraone Tutmosis III con oggetti circolari nel cielo avvenuto nel deserto dell’Egitto nel 1400 a.C. |

questo personaggio si chiama Bep Kororoti (che significa venuto dal cosmo), dire che assomiglia ad un astronauta mi sembra superfluo; esso è una divinità venerata nella foresta brasiliana dove la popolazione Kajapo ricorda con chiarezza e vivacità d'espressione la sua venuta e la sua opera di amichevole insegnamento delle più semplici conoscenze basilari per uscire dalla condizione di cavernicoli. Ogniqualvolta si celebra una festa in suo onore, lo stregone del villaggio si agghinda con scafandro e casco ad imitazione apotropaica del grande saggio del passato. Inoltre tiene sempre in mano un bastone ad imitazione del kop, praticamente un mitra o qualcosa del genere.
Un giorno, Bep-Kororoti, arrivo' nel villaggio scendendo giù dalle montagne di Poukato-Ti. Indossava una tuta che lo ricopriva dalla testa ai piedi e inpugnava un kop, un'arma tonante.
Gli abitanti del villaggio, spaventati, fuggirono nella boscaglia, ma alcuni uomini piu' coraggiosi tentarono di combattere l'intruso per proteggere donne e bambini, ma senza risultato, perché le loro armi erano troppo deboli ed inutili. Quando le loro braccia toccarono la veste di Bep-Kororoti, si trasformarono in polvere. Il guerriero del cielo cominciò a ridere della debolezza di coloro che volevano combatterlo. Per mostrare la sua forza, alzò la Kop, puntandola verso un albero e un sasso disintegrandoli. Gli abitanti del villaggio cominciarono a credere che Bep-Kororoti voleva mostrare loro che non era venuto per fare la guerra ma in pace. I più coraggiosi guerrieri della tribù dopo aver tentato di resistere furono costretti ad accogliere la presenza di Bep-Kororoti convincendosi che egli non avrebbe fatto del male a nessuno. Grazie alla sua bellezza, la bianchezza abbagliante della sua pelle, la sua tenerezza e amore che mostrava verso tutti quelli che cominciavano a conoscerlo lentamente, attraendo il favore dei più reticenti, gli abitanti del villaggio fecero amicizia con lui trovando la sua presenza rassicurante. Addirittura una ragazza del villaggio si innamorò di lui dando alla luce diversi figli.
Adesso un po' di ufo nell'arte pittorica


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